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BERTELLI CARBURANTI

Crouch, touch, pause … engage! Il rugby dalla A alla Zeta (breve glossario italo-inglese)

Un’altro A B C del rugby, questa volta del Fontata Rugby, anche questa volta un po’ istruttivo ma anche comico:

Arbitro: Referee in inglese; nel rugby la sua parola è sacra e le sue decisioni non si discutono. Solitamente è un chiacchierone: durante le azioni parla con i giocatori, a gioco fermo si consulta con i guardalinee o con il Tmo ( vedi sotto).

Ala: In inglese wing. In questo ruolo giocano gli atleti più veloci; gambe e killing instinct sono i principali requisiti. Di solito sono loro a finalizzare in meta il lavoro di tutta la squadra e a diventare quindi gli eroi della giornata. Qualche volta però se ne restano da soli sulle fasce laterali a prendere freddo e a sgolarsi per avere un pallone.

British and Irish Lions: l’armata del vecchio impero britannico in versione rugbistica. E’ la selezione che ogni quattro anni raccoglie i migliori giocatori di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles per andare a sfidare le grandi potenze dell’emisfero Sud (Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa). L’ultima volta hanno affrontato gli All Blacks e sono tornati a casa con le ossa rotte.

Crunch and hold…Engage! Sono i comandi che il referee pronuncia prima della mischia ordinata. Letteralmente: piegati e tieni…Ingaggio! In Italia si dice: bassi e fermi…Contatto!

Drop: E’ il calcio di contro balzo: facile con il pallone tondo, un mezzo virtuosismo con quello ovale. Se si riesce a cacciarlo tra i pali e sopra alla traversa, vale 3 punti.   [....LEGGI IL SEGUITO DELL'ARTICOLO...]

Estremo: In inglese full back. Il giocatore più arretrato dello schieramento difensivo, ma anche il più importante in attacco. Solitario nelle retrovie, ultimo baluardo, ma con licenza di spingersi avanti e di infiltrarsi tra le maglie del nemico. Deve avere gambe elettriche, pensiero veloce e cuore di ghiaccio. Come uno 007.

Fir: Ossia Federazione italiana rugby. Come per tutte le Federazioni, non puoi stare né con lei, né senza di lei.

Grillo talpa: Non è un ruolo, ma un’espressione per definire un giocatore con delle particolari attitudini. Il grillo talpa è un cacciatore di palloni, il primo a gettarsi sull’avversario placcato per scippargli il pallone; un’azione per la quale servono reattività, destrezza e coraggio. Perché i compagni del placcato sono lì, pronti a fargli la festa.

Haka: La danza di guerra dei maori e degli All Blacks, la squadra che tutti vogliono vedere e che nessuno vuole incontrare.

Lineout: In francese touche, in italiano rimessa laterale. Quando il pallone esce dal campo viene rimesso in gioco lanciandolo in mezzo ad un corridoio formato dagli avanti delle due squadre; è consentito l’ascensore, cioè sollevare i propri saltatori per issarli più in alto di quelli avversari, perché di solito chi va più in alto conquista il pallone. Potremmo definirla un’azione a metà strada tra la palla a due del basket e la cuccagna.

Maul: E’ un raggruppamento in piedi che si effettua in difesa o su palloni di recupero. Per i non addetti ai lavori è semplicemente un’ammucchiata in piedi.

Meta: Si marca schiacciando il pallone nell’area avversaria, oltre la linea (di meta, appunto). E’ possibile farlo su tutta la larghezza del campo, ma depositare la palla in mezzo ai pali o nelle loro vicinanze equivale a colpire l’avversario in un punto vitale. Sia per il punteggio (sarà più facile la trasformazione) sia per il morale. Vale 5 punti, più altri due per la trasformazione (vedi).

No contest: Si dice di una mischia chiusa in cui non si può spingere. Triste come il caffè decaffeinato o la birra senz’alcool.

Ottanta minuti: La lunghezza di una partita di rugby, escluso il terzo tempo (vedi sotto), la cui durata non è determinabile a priori.

Penalty: In italiano calcio piazzato. Viene assegnato in caso di fuorigioco, placcaggio pericoloso o per altre infrazioni dal punto dove l’infrazione stessa è stata commessa. Se messo tra i pali e sopra la traversa vale anch’esso 3 punti.

Pilone: In inglese si dice prop, ma la parola italiana rende meglio l’idea. Quello del pilone è un ruolo fondamentale. Sono i giocatori più nerboruti e pesanti, le fondamenta di tutta la squadra, quelli che in mischia chiusa si schierano in prima linea e che quindi devono reggere gli impatti più duri. Servono, stazza, forza fisica e predisposizione al sacrificio. I piloni, dicono in Galles, hanno il Paradiso assicurato perché hanno già sofferto in terra.

Ruck: E’ una mischia aperta, una tipica azione d’attacco. Il portatore di palla va in percussione e viene placcato, i suoi compagni spazzano via i grilli talpa (vedi sopra) e conservano il possesso del pallone.

Sei Nazioni: Il torneo più antico del mondo. Sport, spettacolo, tradizione. Il sancta santorum del rugby europeo. L’Italia vi è stata ammessa nel 2000.

Terzo Tempo: Nel giorno consacrato alla partita il rugbista segue una precisa liturgia. Dopo i due tempi (da quaranta minuti) del match, ce n’è sempre un terzo per bere una birra e fare festa con compagni ed avversari. Tutti insieme senza rancori, moviole e illazioni al veleno.

T.M.O.: Acronimo di television match officer (anche detto video referee). E’ l’assistente dell’arbitro addetto alla moviola istantanea. Davanti ad una postazione video giudica i casi di meta dubbia (e solo quelli) per decidere se il giocatore in attacco ha effettivamente varcato la linea ed effettuato il toccato a terra.

Trasformazione: La squadra che ha marcato una meta ha anche il diritto di provare il calcio di trasformazione. Se va tra i pali e sopra alla traversa sono altri due punti e tutto grasso che cola.

Webb Ellis Cup: E’ la Coppa del Mondo, dedicata a William Webb Ellis, l’inventore di questo sport. Tutti la cercano, tutti la vogliono, per alcuni (vedi gli All Blacks) sembra stregata. Il Santo Graal del rugby.

Zanni: Alessandro Zanni, il primo friulano a vestire la maglia della Nazionale maggiore di rugby dai tempi di Elio De Anna. Il primo in assoluto a giocare nel Torneo delle Sei Nazioni. Udinese, classe 1984, terza linea. Gioca nel Super 10 a Calvisano ed è ormai in pianta stabile nel team Italia.

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